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10 dic 2012

Testimonianza di Asia Bibi




«Mi chiamo Asia Noreen Bibi. Scrivo agli uomini e alle donne di buo­na volontà dalla mia cella senza finestre, nel modulo di isolamen­to della prigione di Sheikhupura, in Pakistan, e non so se leggerete mai questa lettera. Sono rinchiusa qui dal giugno del 2009. Sono stata con­dannata a morte mediante impiccagione per blasfemia contro il profe­ta Maometto». Inizia così la lettera pubblicata da Avvenire e scritta da Asia Bibi, pakistana cattolica, madre di cinque figli, condannata per blasfemia per avere bevuto un bicchiere d’acqua raccolta da un pozzo di un musulmano e per questo accusata di avere “infettato” la fonte. Dopo avere rifiutato l’appellativo di infedele e l’imposizione di convertirsi da parte di altre donne, Asia Bibi è stata accusata di avere insultato il profeta Maometto. In prigione dal 2009, Asia aspetta ancora una data per il processo di appello che, si spera, ribalterà la sentenza riconoscendo la falsità di quanto le è stato imputato.

«ORGOGLIOSA DI SACRIFICARMI PER DIO». «Voglio soltanto tornare da[i miei figli], vedere il loro sorriso e riportare la serenità – prosegue Asia nella lettera – Stanno soffrendo a cau­sa mia, perché sanno che sono in prigione senza giustizia. E temono per la mia vita. Un giudice, l’onorevole Naveed Iqbal, un giorno è entrato nel­la mia cella e, dopo avermi condannata a una morte orribile, mi ha of­ferto la revoca della sentenza se mi fossi convertita all’islam. Io l’ho rin­graziato di cuore per la sua proposta, ma gli ho risposto con tutta one­stà che preferisco morire da cristiana che uscire dal carcere da musul­mana. “Sono stata condannata perché cristiana – gli ho detto –. Credo in Dio e nel suo grande amore. Se lei mi ha condannata a morte perché amo Dio, sarò orgogliosa di sacrificare la mia vita per Lui”».

LA LEGGE NERA. Asia Bibi è vittima della legge sulla blasfemia, insieme di norme introdotte in Pakistan nel 1976 e che prevedono per chi insulta l’islam, Allah o il profeta Maometto pene che includono l’ergastolo e la condanna a morte. La legge, come è stato dimostrato per la prima volta dal caso di Rimsha Masih, viene usata in oltre il 95 per cento dei casi in modo strumentale per consumare vendette personali o per ottenere vantaggi economici dalla condanna dell’avversario.

TASEER E BHATTI. Asia Bibi dopo aver ricordato Salman Taseer (nella foto insieme a lei, ndr) e Shahbaz Bhatti, rispettivamente il governatore islamico del Punjab e il ministro per le Minoranze cattolico assassinati l’anno scorso per essersi schierati a sua difesa e contro la legge sulla blasfemia, si chiede «quante altre persone debbano morire a causa della giustizia. Prego in ogni momento perché Dio misericordioso illumini il giudizio delle nostre autorità e le leggi ristabiliscano l’antica armonia che ha sempre regnato fra persone di differenti religioni nel mio grande Pae­se. Gesù, nostro Signore e Salvatore, ci ama come esseri liberi e credo che la libertà di coscienza sia uno dei tesori più preziosi che il nostro Creatore ci ha dato, un tesoro che dobbiamo proteggere».

LA «PAURA» DEI FAMILIARI DI ASIA. Ad avere bisogno di protezione è anche la famiglia di Asia Bibi. Come dichiarato ad Avvenire dal marito Ashiq Masih, «abbiamo veramente paura. La nostra vita è affidata a nostro Signore, Gesù Cristo. Siamo sempre a rischio. Ad aprile il signor Joseph Nadeem ci ha portati in carcere per visitare mia moglie. Lungo la strada siamo stati attaccati nel nostro furgoncino da persone sconosciute, ma grazie a Dio non siamo stati feriti gravemente anche se il veicolo è stato danneggiato in modo serio. Joseph Nadeem ha perso molte cose a causa nostra: Dio lo benedica». Non solo. Anche la stessa Asia Bibi, se venisse rilasciata e prosciolta dalle accuse, sarebbe in pericolo. Continua il marito: «Crediamo in Gesù Cristo, che è sempre con lei. E speriamo che venga rilasciata per il prossimo Natale. Ma lei non sarebbe al sicuro se venisse scarcerata. Chiediamo aiuto a Ong e organizzazioni per darle protezione internazionale in un altro Paese, altrimenti temiamo che possa essere uccisa. Siamo ancora in attesa della data del processo d’appello, ma è necessario un sostegno internazionale per portarla via dal Pakistan, altrimenti è più sicura in prigione».

«PREGATE PER NOI». I precedenti non sono incoraggianti, visti i tanti casi di cristiani accusati di blasfemia e uccisi in Pakistan fuori dai tribunali prima ancora che venisse emessa una sentenza di colpevolezza o innocenza, ma Asia Bibi confida in Dio come scrive al termine della sua lettera: «Penso alla mia famiglia, lo faccio in ogni momento. Vivo con il ricordo di mio marito e dei miei figli e chiedo a Dio misericordioso che mi per­metta di tornare da loro. Amico o amica a cui scrivo, non so se questa lettera ti giungerà mai. Ma se accadrà, ricordati che ci sono persone nel mondo che sono perseguitate a causa della loro fede e – se puoi – prega il Signore per noi e scrivi al presidente del Pakistan per chiedergli che mi faccia ritornare dai miei familiari. Se leggi questa lettera, è perché Dio lo avrà reso possibile. Lui, che è buono e giusto, ti colmi con la sua Grazia».

(Articolo preso dal Sito Tempi)

Chi è Asia Bibi


7 dic 2012

La Libertà Religiosa che non esiste più


Oggi 7 dicembre 2012 è Sant'Ambrogio (qui vi metto Link se v'interessa sapere chi è Sant'Ambrogio http://www.santiebeati.it/dettaglio/25500 ), Sant'Ambrogio è il Patrono di Milano, Patrono dei Vescovi ed è un grande Santo e Dottore della Chiesa, In ricorrenza di questa Festa ecco le parole molto belle e giuste dell'Arcivescovo di Milano, il Cardinale Angelo Scola.
(In Fondo al Post Dati sulla libertà Religiosa e le persecuzioni che ci sono nel Mondo)

L'Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, lo ha sottolineato nel discorso alla città di Sant'Ambrogio. "Parlare oggi di libertà religiosa significa affrontare un'emergenza che va sempre più assumendo un carattere globale".
La libertà religiosa è un diritto, ma un diritto sempre più in pericolo secondo l'arcivescovo di Milano. Il cardinale Scola ha citato i 123 Paesi in cui fra il 2000 e il 2007 si sono registrate forme di persecuzione religiosa.
"La giusta e necessaria aconfessionalità dello Stato ha finito per dissimulare, sotto l'idea di 'neutralità' il sostegno dello Stato ad una visione del mondo che poggia sull'idea secolare e senza Dio".



La politica sempre più lontana dalla moraleSecondo il cardinale, negli anni si sono messi in discussione alcuni riferimenti a dimensioni costitutive dell'esperienza religiosa, come nascita, matrimonio e morte e "si sono andate assolutizzando in politica delle procedure decisionali che tendono ad autogiustificarsi in maniera incondizionata". "Ne è conferma il fatto che il classico problema del giudizio morale sulle leggi si è andato sempre più trasformando in un problema di libertà religiosa". 

Bacchettata anche la riforma di Obama
L'esempio che fa l'arcivescovo è quello dell'Hhs Mandate, cioè la riforma sanitaria di Obama negli Stati Uniti "che impone a vari tipi di istituzioni religiose (specialmente ospedali e scuole) di offrire ai propri impiegati polizze di assicurazione sanitaria che includano contraccettivi abortivi e procedure di sterilizzazione", per cui la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti ha parlato di "ferita alla libertà religiosa". "Lo Stato cosiddetto 'neutrale', lungi dall'essere tale fa propria una specifica cultura, quella secolarista, che attraverso la legislazione diviene cultura dominante e finisce per esercitare un potere negativo nei confronti delle altre identità, soprattutto quelle religiose".



E dunque visto che la libertà religiosa è "in cima alla scala dei diritti fondamentali" e se viene meno "tutta la scala crolla", secondo l'arcivescovo è importante ripensare il tema "dell'aconfessionalità dello Stato" che non deve essere distacco, cioè "una impossibile neutralizzazione delle mondovisioni che si esprimono nella società civile", ma che invece deve aprire "spazi in cui ciascun soggetto personale e sociale possa portare il proprio contributo all'edificazione del bene comune".

Dialogo fra atei e credenti di tutte le religioni
Nella società civile, ci deve essere un riconoscimento reciproco e un impegno al dialogo "in vista del bene di tutti". E questo vale a livello globale, come a livello locale. A Milano, ad esempio saranno "sempre di più i nuovi italiani (immigrati di prima, seconda e terza generazione) e quindi la città, e tutta la Lombardia, saranno "chiamate a mostrare la capacità di rispettare la libertà di tutti, di edificare il corpo ecclesiale e un buon tessuto sociale trasmettendo fede e memoria". Scola ha detto che "il nostro tempo è un tempo che domanda una nuova, larga cultura del sociale e del politico". "Vita buona e buon governo vanno di pari passo".


In referenza ha quello detto anche dall'Arcivescovo di Milano metto qua alcuni dati sulla Libertà Religiosa e sulle persecuzioni nel Mondo anche se è un "rapporto" di 3 anni fa, fa molto riflettere e pensare ed è tutt'oggi molto attuale..




Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.


PREGHIAMO PER TUTTI I PAESI DOVE NON C'E' LA LIBERTA' RELIGIOSA
E
DOVE LA CHIESA E' PERSEGUITATA !!!

GRAZIE !