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17 gen 2013

YOGA e CRISTIANESIMO sono INCOMPATIBILI


Spesso in alcune discussione con amici mi è capitato di parlare di questo argomento e finalmente ho trovato due bei articoli a riguardo, v'invito a Leggere, sono articoli molto interessanti !!!

Qui sotto vi metto gli articoli e un video-testimonianza, se vorrete potrete commentare e dire come la pensate, so che questo articolo potrebbe creare discussioni, ma la verità di questa "disciplina/tecnica" è questa scritta qua sotto.



“Il fascino che lo yoga ha sull'occidente è indiscutibile. Lo yoga è dappertutto, dai corsi nelle palestre agli esercizi pre- parto (vedi Balaskas), sembra che sia la soluzione allo stress del mondo moderno.

Ma lo yoga davvero lo conosciamo? Che cos’e’ lo yoga veramente? I concetti spirituali che ci sono alla base degli asana (posture fisiche) sono spesso ai più sconosciuti , pochi in realtà sanno che provengono da particolari scritture sacre induiste e che il solo credere al concetto di energia vitale (prana) che ne è strettamente connesso significa entrare in contrasto con il credo cristiano. Il Credo cristiano e quello spirituale dello yoga, non sono compatibili ,eppure molti non lo sanno.

Il problema è che,non è facile , (per chi proviene da una tradizione monoteista) definire i contorni della proposta yoga, perchè all'inizio si pensa che lo yoga sia solo una forma di rilassamento fisico e cura, non meglio definita, di vari problemi fisici.

Invece, lo yoga si muove “su diversi livelli” come dice Ratzinger nell'intervista riportata alla sinistra e a questo si aggiunge, però, che la “pura ginnastica” non rappresenta, che la punta di un iceberg di un mondo, dove i concetti spirituali e religiosi costituiscono più la norma che l'eccezione , la religiosità orientale ha caratteristiche e forme molto differenti da quelle delle grandi religioni monoteiste, ecco perchè il cristiano fa propri dei concetti (ad esempio quelli dei meridiani o dei chakra ) senza che senta nessun campanello d'allarme.



La popolarità dello yoga e di altre filosofie orientali e metodi di meditazione è enormemente cresciuta negli ultimi anni. Permane, tuttavia, l’interrogativo su fino a che punto queste pratiche siano compatibili con il cristianesimo.

L’ultimo contributo al dibattito su questo tema è un libro pubblicato da un religioso lasalliano australiano, Max Sculley, intitolato Yoga, Tai Chi, Reiki: A Guide for Christians (Connor Court Publishing).

Queste tecniche sono ampiamente raccomandate come utili per il fitness e per il relax e a prima vista, pochi avrebbero elementi per giudicarle male, afferma monsignor Julian Porteous, vescovo ausiliario di Sydney, nella prefazione al saggio.

Tuttavia, ammonisce il presule, “il mondo in cui viene introdotto il neofita è avverso alla fede cristiana”.

Se da un lato le pratiche in questione, ad un approccio superficiale, promettono di essere benefiche, in realtà esse sono “un cavallo di Troia a causa della loro dannosa infiltrazione spirituale”.
Fratello Sculley spiega che uno dei principali problemi sta nella promozione di stati di coscienza alterati. Si tratta di una pratica designata a portare le persone a sperimentare un senso di unità con il cosmo e il divino e stimola un sentimento di beatitudine. Assieme a ciò, tuttavia, porta con sé pericoli che vanno dall’instabilità mentale all’influenza demoniaca.

Molti cristiani che praticano yoga, tai chi e simili discipline, lo fanno senza alcun desiderio di abbracciare la filosofia ispiratrice o le credenze spirituali, tuttavia, commenta l’autore, le tecniche di alterazione della mente provocano seri rischi spirituali.

Nella sezione sullo yoga, Sculley spiega che è esso inestricabilmente connesso con i principi religiosi dell’induismo, che è in contraddizione con il Cristianesimo in vari punti fondamentali.
Karma

Il panteismo, la dottrina della reincarnazione e l’idea che questa vita mortale non valga la pena di essere vissuta sono solo alcuni degli aspetti anti-cristiani dello yoga. Il Karma, aggiunge fratello Sculley, è un concetto assolutamente anti-cristiano, dal momento che include il concetto di una severa giustizia basata su un dio impersonale, senza alcuno spazio per il perdono o la pietà.

“Ciò è in totale contrasto con il Cristianesimo nel quale Gesù Cristo, attraverso la sua sofferenza, morte e resurrezione, ha espiato per i nostri peccati”, commenta l’autore.

Inoltre, il principio dello yoga, secondo cui l’unica realtà possibile è l’essenza divina in tutte le cose create e che qualunque cosa sia visibile è solo un miraggio passeggero, è in netto contrasto con il principio cristiano di un cosmo creato da Dio.

Fratello Sculley cita uno dei più noti esegeti dello yoga, Deepak Chopra, secondo il quale la pratica regolare di questa disciplina orientale può portare ad un cambiamento nella mente e nelle emozioni.

Riguardo al tai chi, l’autore afferma che si tratta di una disciplina troppo spesso considerata come un semplice mezzo di riduzione dello stress o di conseguimento di una buona salute. In comune con ciò che anima lo yoga, comunque, esso include gli stati di coscienza alterata e l’illusione di poter diventare divini.

Gli istruttori di tai chi, spiega Sculley, affermano che è basato sulla filosofia del taoismo e non sulla religione. Ciò che non è spiegato, aggiunge lo studioso, è che la filosofia taoista è essa stessa un sistema di principi religiosi che sono in conflitto con i principi del Cristianesimo.

Il chi è presentato come una sorta di forza vitale ma, secondo la filosofia che lo anima tutte le cose create sono manifestazioni divine del chi e lo scopo ultimo del tai chi è permettere a chi lo pratica di diventare divino.

Fratello Sculley aggiunge che il Taoismo cerca di spiegare tutta la realtà in termini di Ying e Yang. Ciò significa che non vi sono assoluti morali, tutto è relativo e le definizioni cristiane di bene e male non trovano posto.

“Anche se qualcuno cerca di prendere le distanze dalla filosofia chi, le tecniche incluse in questa meditazione in movimento sono tali da alterare in modo significativo lo stato di coscienza di chi ne fa pratica”, afferma l’autore.

Alcuni cristiani, ammette Sculley, non accettano la filosofia ispiratrice né qualsiasi altra tecnica di alterazione della mente. “Qualunque maestro di tai chi deplorerebbe una versione così impoverita dell’arte”, che non sarebbe tai chi ma una sorta di ginnastica ritmica.

Guarigione

Il Reiki è un’altra diffusa pratica, presentata come tecnica guaritrice. Il vocabolo si compone di due parole giapponesi che letteralmente significano “energia divina universale”.

Esso comprende una credenza panteistica e l’affermazione che tutti gli umani hanno la capacità di diventare divini. Inoltre, il Reiki sostiene la reincarnazione e il concetto di divinità suprema, concetto profondamente diverso dalla fede cristiana.

La guarigione cristiana, spiega Fratello Sculley, ha luogo in una atmosfera di fede nel potere guaritore di Cristo ed è accompagnata dalla confessione dei peccati. Nel Reiki non è richiesta alcuna fede e il peccato e il male non esistono.

Non per nulla, aggiunge lo studioso, nel 2009 la Conferenza Episcopale degli USA ha pubblicato un documento in cui si spiega che la guarigione Reiki non ha nulla di cristiano e contiene gli elementi di un’altra religione.

Il libro di Fratello Sculley stimola una profonda riflessione su cosa vi sia dietro a pratiche che sono ampiamente accettate da molti cristiani, inconsapevoli di ciò che rappresentano.

(Fonte: Zenit)



Qui sotto un video Testimonianza di Claudia Koll, dove parla dello Yoga che la portava verso il "male" e della sua Conversione !!!


23 dic 2012

TESTIMONIANZA DI CHIARA AMIRANTE A DEPUTATI E SENATORI ITALIANI

Mercoledì 19 dicembre 2012 alle ore 19.30 Chiara Amirante, fondatrice della Comunità Nuovi Orizzonti e autrice del libro “Solo l’amore resta”, ha incontrato parlamentari e senatori italiani nella Sala degli Atti Parlamentari in Roma. Per l’occasione ha raccontato la sua esperienza di vita, il percorso che l’ha portata dagli studi in scienze politiche ai pericolosi sotterranei della Stazione Termini di Roma, attraverso il dolore della malattia che, invece di ostacolarla, le ha confermato - con una guarigione inspiegabile dal punto di vista medico - una vera e propria chiamata a dare la vita per il “popolo della notte” e le persone più dimenticate. Riportiamo alcuni stralci dell’incontro durato un ora e mezza.


(In fondo alla Post, potete trovare anche il Video con un'anticipazione alla sua testimonianza scritta qua sotto)

“Sono venuta tra voi politici per condividere la gioia di aver visto tanti giovani che facevano parte del popolo della notte diventare cavalieri della luce e testimoni della gioia resurrezione - ha detto Chiara - ma sono venuta anche a consegnarvi le loro lacrime, le loro cicatrici indelebili, i loro racconti agghiaccianti. L’ 80% dei ragazzi fa uso e abuso di sostanze stupefacenti e i dati statistici di anoressia, bulimia, violenza sessuale e sesso dipendenza sono sconcertanti. Io ho fatto quel poco che ho potuto attraverso la mia debolezza e la potenza di Dio, ma sono qui perché credo che voi potete fare tanto per dare risposte ancora più grandi di quelle che possono nascere per contagio dal basso. Credo che la politica vada vissuta come una missione che da la possibilità di portare dei contributi molto importanti a servizio del bene comune e basta davvero poco perché chi ha visto i suoi sogni infrangersi contro i muri dell’indifferenza, della violenza, dell’abbandono possa tornare a sognare, vivere e sperare”.

Nonostante la vostra indifferenza noi esistiamo è la dicitura del murales che il primo ragazzo in overdose avvicinato in Stazione Termini ha mostrato a Chiara dopo averle confidato 4 tentativi di suicidio. “Un colpo allo stomaco ed uno al cuore - lo ha definito Chiara - uno per il grido di dolore raccolto dal giovane, l’altro per l’intensità delle parole che poi ha aggiunto: “Chiara mi hai salvato la vita. Ero proprio deciso ad uccidermi ma poi ho visto la gioia nei tuoi occhi, ora so che esiste e voglio cercare anche io quel Gesù che te l’ha donata e ti porta a rischiare la tua vita per noi. Inoltre ho pensato che se c’è ancora anche una sola persona disposta ad ascoltare per più di un ora uno come me, ragazzi come noi… vale la pena di vivere”.

Impotenza e gioia. Queste le sensazioni di Chiara allora e durante gli altri dialoghi con tossicodipendenti, criminali, ex carcerati, prostitute, senzatetto. Impotenza per la gravità delle situazioni di vita e per la mancanza di un luogo dove accoglierli. Gioia, invece, nella scoperta che non esistono persone cattive, solo persone non amate, disagiate, povere, imprigionate dalla criminalità organizzata, che cercano ascolto e desiderano lasciare l’inferno della strada e scommettere su Gesù e che una volta raggiunte dall’Amore di Dio tornano in quelle stesse strade dove vivevano di espedienti, violenza, spaccio devianza, per testimoniare con forza la gioia della resurrezione.

Ai deputati e senatori in sala, Chiara Amirante ha spiegato: “Ho ricevuto tante promesse da politici, le strutture e i fondi promessi vent’anni fa per il primo progetto di accoglienza li sto ancora aspettando,. Quando ho compreso che i politici continuavano a promettere e i ragazzi che incontravo in strada a morire ho deciso di rivolgermi unicamente a Colui che non manca mai di mantenere le proprie promesse e ho sentito di dovermi fidare con tutto il mio cuore di Dio cercando di abbandonarmi e vivere con radicalità la Parola”: Non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete (…) Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. (…) Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta (Mt 6, 25).

“Mi servivano più 20 milioni al mese per accogliere una ventina di persone e guadagnavo un milione di lirema la Parola di Dio era chiara e aggiungeva Va’, vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri (Mc 10) - ha proseguito - così ho lasciato tutto, compreso il lavoro, e ho deciso di andare a vivere in strada, come i gigli del campo. Nel giorno della Festa di Maria Ausiliatrice, data scelta per lasciare lavoro casa e ogni cosa, ho ricevuto tre telefonate: la proposta di una struttura gratis, l’offerta di locali per un centro di ascolto nei sottopassaggi della metro e la disponibilità di spazi di prima accoglienza vicino a Stazione Termini. Quando Dio promette, mantiene alla grande. La parola di Dio …è Parola di Dio!”

Sull’ideale di vivere insieme il Vangelo è nata dunque la prima comunità di Nuovi Orizzonti, composta da tossicodipendenti, ex detenuti, narcotrafficanti, prostitute, satanisti, criminali, alcolisti… cuori spezzati, persone morte nell’anima. “Questi ragazzi, con i loro tatuaggi, le loro cicatrici, i loro vari precedenti penali, sono presto diventati convincenti missionari nelle zone calde di Roma, che testimoniavano ai loro amici il passaggio dalla morte alla vita e con zelo si preoccupavano di evitare che altri cadessero nelle loro stesse trappole e dipendenze.


La Comunità Nuovi Orizzonti - ha sottolineato Chiara - è nata come accompagnamento per molti (non solo i ragazzi accolti nelle comunità) nel percorso di conoscenza di sé e guarigione del cuore per riscoprire cosa significa amare. Ora più di 250 mila persone hanno preso l’impegno di portare la rivoluzione dell’amore nel mondo come “Cavalieri della Luce”. In più sono attivi 174 centri di formazione al volontariato e accoglienza, 152 equipe di servizio impegnate in vari ambiti (prevenzione, recupero, carceri, ospedali, editoria, cultura, media, spettacolo), cinque cittadelle Cielo in via di realizzazione e si contano più di 2 milioni di persone all’anno incontrate attraverso varie missioni.



Al termine della sua testimonianza, Chiara Amirante ha risposto alle domande dell’assemblea:
Perché la scelta di mettere in cassetto i tuoi studi in scienze politiche e la tua professionalità?
Chiara: “Non è stata una decisione mia, è stata più una chiamata. L’esperienza della gioia nella malattia e quella della strada mi hanno travolto. In preghiera è nata spontaneamente la decisione di fare subito quel che potevo fare per rispondere alle domande concrete di aiuto che ogni giorno mi venivano presentate con grande urgenza e disperazione. Pian piano mi sono trovata a lasciare tutto, compreso qualsiasi progetto professionale e di lavoro”.

Quali sono le fonti di sostentamento della Comunità Nuovi Orizzonti?
Chiara: “I fondi per il sociale hanno tagli continui, le normative dei centri di accoglienza sono molto rigide ma l’impegno per essere a norma è tutto a carico di chi avvia i centri. In Italia fare il bene è molto difficile: le complicazioni burocratiche sono infinite, e quando le hai superate tutte..mancano i fondi. Quando finalmente dopo dieci anni (sono questi di solito i tempi tecnici) si riesce ad accreditare un Centro le Asl a cui fanno riferimento i vari ragazzi possono sempre decidere di non dare la retta quindi spesso su 25 accolti i ragazzi che hanno il contributo spese delle Asl sono 7 e i soldi spesso e volentieri (soprattutto qui nel Lazio arrivano anche dopo tre anni. Per quanto riguarda i tanti progetti presentati è davvero un impresa farli approvare le poche volte che avviene dopo due anni il progetto scade e ti ritrovi di nuovo a piedi senza i fondi necessari per portarlo avanti. Detto questo, volutamente la Comunità Nuovi Orizzonti non chiede rette per non escludere nessuno. Viviamo con la nostra testimonianza, l’obolo della vedova, il ricavato dei libri... Ancora oggi, l’unica fonte certa di finanziamento di tutti i centri , le cittadelle Cielo e le tantissime attività nel sociale della comunità Nuovi Orizzonti è la Provvidenza.
La politica deve occuparsi del bene pubblico, speriamo che i politici passino dall’amore della legge alla legge dell’amore.

Chiara: “Come dice la Parola di Dio nell’Inno alla carità di San Paolo…solo l’amore resta”.

In cosa consiste l’urgenza missionaria dei cristiani di oggi?
Chiara: “ Testimoniare la gioia che Cristo Risorto è venuto a donarci è la missione principale della Comunità. Nuovi Orizzonti che ha anche numerosi centri di recupero ma il suo principale obiettivo è portare un messaggio di gioia e di speranza a più persone possibili, come ha invitato a fare il Santo Padre nel recente Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione convocato a 50 anni dal Concilio Vaticano II che bene aveva sottolineato la vocazione alla missione e alla santità di tutti i cristiani. In questo momento di secolarizzazione e consumismo è necessaria una nuova evangelizzazione, nuova non certo nei contenuti (il cuore resta sempre la meravigliosa notizia del Vangelo) ma nell’ardore, nei mezzi e nelle modalità di espressione, così come ha sottolineato Giovanni Paolo II. Dinnanzi alle grandi sfide che caratterizzano la nostra società non possiamo non lasciarci interpellare in prima persona.

La droga è sì una piaga ma è il risultato dei veleni di cui i giovani si cibano quotidianamente, del relativismo per cui “tutto si può fare perché così fan tutti”, del consumismo che inquina tutte le relazioni, l’amicizia, l’affettività, la sessualità sempre più usa e getta. Le trasmissioni televisive più note al grande pubblico educano a vivere la sessualità come soddisfazione di bisogni e divertimento, senza spiegare che dietro al corpo c’è un cuore, che dietro al piacere compulsivo c’è la sesso dipendenza, tra le forme più terribili anche se più sottovalutate di dipendenza. Si diventa delle ‘macchine da guerra… dei serial killer che per la dose di sesso si va a colpire in profondità (anche se spesso inconsapevolmente) il cuore. Il tradimento è una delle ferite più terribili che si possano ricevere. Le statistiche, molto sotto la realtà, parlano di 250 milioni di ragazzi e ragazze che hanno ricevuto abusi sessuali… si tratta di cicatrici indelebili.

Altra grande piaga sociale: l’aborto. Ho parlato con centinaia di donne distrutte, devastate, dove sta la grande conquista della donna nel diritto di abortire? Abortire non è come togliersi un dente (come troppi vogliono farti credere), ha delle ripercussioni pesantissime sulla donna e i dati dell’OMS parlano di 54 milioni di aborti l’anno.

È più che mai urgente diffondere messaggi positivi laddove i media e new media continuano a diffondere veleni per l’anima. Cerchiamo di portare messaggi positivi in vari modi, con testimonianze di vita, programmi televisivi, campagne di sensibilizzazione. È importante agire per accompagnare in un percorso di guarigione del cuore tanti che sono disperati e ‘devastati’ ma è assolutamente urgente impegnarsi nella prevenzione a tutti i livelli.

(Testimonianza presa dal sito Nuovi Orizzonti)



10 dic 2012

Testimonianza di Asia Bibi




«Mi chiamo Asia Noreen Bibi. Scrivo agli uomini e alle donne di buo­na volontà dalla mia cella senza finestre, nel modulo di isolamen­to della prigione di Sheikhupura, in Pakistan, e non so se leggerete mai questa lettera. Sono rinchiusa qui dal giugno del 2009. Sono stata con­dannata a morte mediante impiccagione per blasfemia contro il profe­ta Maometto». Inizia così la lettera pubblicata da Avvenire e scritta da Asia Bibi, pakistana cattolica, madre di cinque figli, condannata per blasfemia per avere bevuto un bicchiere d’acqua raccolta da un pozzo di un musulmano e per questo accusata di avere “infettato” la fonte. Dopo avere rifiutato l’appellativo di infedele e l’imposizione di convertirsi da parte di altre donne, Asia Bibi è stata accusata di avere insultato il profeta Maometto. In prigione dal 2009, Asia aspetta ancora una data per il processo di appello che, si spera, ribalterà la sentenza riconoscendo la falsità di quanto le è stato imputato.

«ORGOGLIOSA DI SACRIFICARMI PER DIO». «Voglio soltanto tornare da[i miei figli], vedere il loro sorriso e riportare la serenità – prosegue Asia nella lettera – Stanno soffrendo a cau­sa mia, perché sanno che sono in prigione senza giustizia. E temono per la mia vita. Un giudice, l’onorevole Naveed Iqbal, un giorno è entrato nel­la mia cella e, dopo avermi condannata a una morte orribile, mi ha of­ferto la revoca della sentenza se mi fossi convertita all’islam. Io l’ho rin­graziato di cuore per la sua proposta, ma gli ho risposto con tutta one­stà che preferisco morire da cristiana che uscire dal carcere da musul­mana. “Sono stata condannata perché cristiana – gli ho detto –. Credo in Dio e nel suo grande amore. Se lei mi ha condannata a morte perché amo Dio, sarò orgogliosa di sacrificare la mia vita per Lui”».

LA LEGGE NERA. Asia Bibi è vittima della legge sulla blasfemia, insieme di norme introdotte in Pakistan nel 1976 e che prevedono per chi insulta l’islam, Allah o il profeta Maometto pene che includono l’ergastolo e la condanna a morte. La legge, come è stato dimostrato per la prima volta dal caso di Rimsha Masih, viene usata in oltre il 95 per cento dei casi in modo strumentale per consumare vendette personali o per ottenere vantaggi economici dalla condanna dell’avversario.

TASEER E BHATTI. Asia Bibi dopo aver ricordato Salman Taseer (nella foto insieme a lei, ndr) e Shahbaz Bhatti, rispettivamente il governatore islamico del Punjab e il ministro per le Minoranze cattolico assassinati l’anno scorso per essersi schierati a sua difesa e contro la legge sulla blasfemia, si chiede «quante altre persone debbano morire a causa della giustizia. Prego in ogni momento perché Dio misericordioso illumini il giudizio delle nostre autorità e le leggi ristabiliscano l’antica armonia che ha sempre regnato fra persone di differenti religioni nel mio grande Pae­se. Gesù, nostro Signore e Salvatore, ci ama come esseri liberi e credo che la libertà di coscienza sia uno dei tesori più preziosi che il nostro Creatore ci ha dato, un tesoro che dobbiamo proteggere».

LA «PAURA» DEI FAMILIARI DI ASIA. Ad avere bisogno di protezione è anche la famiglia di Asia Bibi. Come dichiarato ad Avvenire dal marito Ashiq Masih, «abbiamo veramente paura. La nostra vita è affidata a nostro Signore, Gesù Cristo. Siamo sempre a rischio. Ad aprile il signor Joseph Nadeem ci ha portati in carcere per visitare mia moglie. Lungo la strada siamo stati attaccati nel nostro furgoncino da persone sconosciute, ma grazie a Dio non siamo stati feriti gravemente anche se il veicolo è stato danneggiato in modo serio. Joseph Nadeem ha perso molte cose a causa nostra: Dio lo benedica». Non solo. Anche la stessa Asia Bibi, se venisse rilasciata e prosciolta dalle accuse, sarebbe in pericolo. Continua il marito: «Crediamo in Gesù Cristo, che è sempre con lei. E speriamo che venga rilasciata per il prossimo Natale. Ma lei non sarebbe al sicuro se venisse scarcerata. Chiediamo aiuto a Ong e organizzazioni per darle protezione internazionale in un altro Paese, altrimenti temiamo che possa essere uccisa. Siamo ancora in attesa della data del processo d’appello, ma è necessario un sostegno internazionale per portarla via dal Pakistan, altrimenti è più sicura in prigione».

«PREGATE PER NOI». I precedenti non sono incoraggianti, visti i tanti casi di cristiani accusati di blasfemia e uccisi in Pakistan fuori dai tribunali prima ancora che venisse emessa una sentenza di colpevolezza o innocenza, ma Asia Bibi confida in Dio come scrive al termine della sua lettera: «Penso alla mia famiglia, lo faccio in ogni momento. Vivo con il ricordo di mio marito e dei miei figli e chiedo a Dio misericordioso che mi per­metta di tornare da loro. Amico o amica a cui scrivo, non so se questa lettera ti giungerà mai. Ma se accadrà, ricordati che ci sono persone nel mondo che sono perseguitate a causa della loro fede e – se puoi – prega il Signore per noi e scrivi al presidente del Pakistan per chiedergli che mi faccia ritornare dai miei familiari. Se leggi questa lettera, è perché Dio lo avrà reso possibile. Lui, che è buono e giusto, ti colmi con la sua Grazia».

(Articolo preso dal Sito Tempi)

Chi è Asia Bibi